Life

Esistono matrimoni felici e duraturi?

Oggi solo di matrimonio potevo scrivere. Eh già… perché oggi ricorrono i nove anni del mio di matrimonio (e altri sette passati insieme prima di quella data). E al giorno d’oggi è un traguardo importante. Vedo intorno a me tante coppie che si sfasciano. Forse anche noi ci siamo andati molto vicini più volte. Ma abbiamo resistito e se mi guardo indietro non posso non chiedermi cos’è che fa la differenza fra rimanere insieme essendo felici e lasciarsi. Oppure condividere la vita da estranei.

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Facile rispondere che no. Probabilmente non esiste una ricetta che funziona sempre o tutti la seguirebbero…

La verità, credo, è che come tutte le cose non innate (e anche per quelle non è sempre detto che seguano tutte certe dinamiche), dipende tantissimo dalle persone, dal tempo e dell’attenzione che gli si dedica, dalla fermezza e da un fantamiliardo di agenti che hanno poco a che fare con il giorno in cui si è detto “lo voglio”.

Pensiamoci bene. L’uomo non è nato monogamo, tantomeno sposato. E l’amore, per sua stessa natura, è soggetto ad innumerevoli trasformazioni.

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Abbiamo scelto di sposarci, di costruire una famiglia nella quale ci fossero regole precise, aspettative, ruoli più o meno similari, dinamiche sociali. Doveri. Cose date per scontate. Acquisizione di uno status. Eccetera eccetera.

Quindi chi pensa che il matrimonio sia il punto d’arrivo per poi trascorrere una vita già incanalata a mio parere non solo si sbaglia di grosso. Ma rischia di mandarlo a rotoli velocemente. Il matrimonio (o comunque un legame che si intenda per la vita) è un lavoro a tempo pieno nel quale così come in ogni altra cosa importante, bisogna impegnarsi. Per non parlare di quando oltre ad essere coniugi (o anche solo compagni di vita), si diventa anche genitori.

Queste sono le cose che credo siano state importanti nella mia di storia. E che hanno contribuito ad arrivare, insieme, ad oggi.

Ricordate sempre chi siete. Prima di essere un marito, una moglie o un genitore. Siete persone. Diceva Gibran “Vi sia spazio nella vostra unità, e tra voi danzino i venti dei cieli. Amatevi l’un l’altra, ma non fatene una prigione d’amore”. Forse uno degli insegnamenti più importanti… quello di mantenere la propria individualità, avere sempre ben preciso chi siamo oltre ai ruoli che la vita, inevitabilmente, ci cuce addosso. E non significa essere egoisti. Forse anche quello quando serve. Significa principalmente avere coscienza di sé e comprendere che l’amore che ha più di ogni altro possibilità di sopravvivere è quello che riceviamo non per quello che facciamo per l’altro, ma per quello che siamo.

Non date all’altro la responsabilità di rendervi felici. Un compagno di vita non è un’ ancora di salvezza, non è un “riempitore di contenitori vuoti o parzialmente tali tantomeno una garanzia sulla possibilità di rimanere soli. Amarvi è un compito che spetta a voi stessi principalmente. L’amore e la vita insieme non possono dipendere da un bisogno ma dalla consapevolezza di aver scelto la persona accanto alla quale ci piace far esplodere tutto quello che già abbiamo dentro costruendo, insieme, un percorso comune.

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Proteggete i vostri spazi e lasciate che l’altro abbia i suoi. Quanto è difficile eh? Scambiare la sacrosanta voglia di ognuno di avere, anche, momenti che non ci riguardano, con la mancanza di amore o con la voglia di escluderci. Se lo/la lasciate andare a fare un viaggetto con gli amici/amiche non vi amerà di meno. Non è controllando tutto a vista che si evita che l’altro si guardi intorno. Forse proprio il contrario. Lasciamoli e lasciamoci la possibilità di vivere e sperimentare… non è proibendolo che passerà l’impulso di volerlo fare comunque! Non datevi ruoli troppo stretti, lasciate che ognuno abbia la libertà e lo spazio per esprimere il proprio potenziale. Ricordatevi sempre di avere rispetto per l’altro, anche quando vi trovate in disaccordo.

Fate l’amore. Fatelo spesso e bene. Il sesso è innato, è istinto, è vita. E’ uno dei modi più facili per comunicare. E’ parlarsi senza dire troppe parole a volte inutili. Giocate con il vostro compagno ogni tanto. Cercatevi a vicenda, non fate che il sesso diventi la scopata delle occasioni speciali. Cercatevi con le mani e con lo sguardo anche fuori dalle lenzuola. Toccatevi spesso quando siete vicini. Abbracciatevi spesso quando è possibile.

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Non aspettate che l’altro capisca quello di cui avete bisogno perché “è giusto che lo faccia”. Imparate a chiedere chiaramente le cose. Comprendete che le teste non funzionano tutte nello stesso modo. E se ci riuscite, cercate di chiedere… non di pretendere. Non scaricate sull’altro un vostro problema senza lasciargli la possibilità di comprenderne effettivamente l’origine.

Non abbiate paura di discutere. E’ molto più pericoloso non dire le cose ed aspettare che passi. Parlatevi spesso. Parlate di tutto. Raccontatevi uno all’altro, anche quando sembra che dall’altra parte non ci sia il giusto interesse.

Prendetevi cura di voi. Ridursi uno zerbino per poter rinfacciare all’altro di quanto ci lasci soli, quanto siamo stanchi ecc ecc ha il solo effetto di piacergli ogni giorno che passa un po’ di meno. Un matrimonio è fatto di tante cose importanti e fra queste c’è anche, indubbiamente, un lato prettamente legato all’attrazione che non può che scemare con il tempo. Teniamola viva avendo cura anche, del nostro aspetto e del nostro spirito. Un “oggetto” desiderabile per gli altri lo è spesso anche per la persona che ci è accanto.

Proteggiamo lo spazio e il tempo coniugale. Qui mi rivolgo soprattutto a chi ha figli o a chi lascia entrare in modo eccessivo i propri familiari dentro casa. Devono esserci un tempo e un luogo in cui si torna ad essere unicamente marito e moglie. Non deve necessariamente essere tantissimo ma non può esserci SEMPRE qualcuno o qualcosa oltre a voi due. Che sia un momento della giornata ancora qualitativamente sfruttabile. O un posto della casa (o fuori) nel quale rifugiarvi. Senza andare troppo lontani basterebbe mantenere il letto matrimoniale il luogo dove dormono solo i coniugi. Fate cose insieme divertenti, non solo legate ai doveri e ai ruoli. Prendetevi ogni tanto il tempo di essere leggeri. E di essere voi due.

Dite spesso “ti amo”. O comunque trovate il modo di far sapere all’altro quanto lo apprezzate. Non è scontato che lo sappia.

Non mollate davanti alle difficoltà. E ricordatevi di farci caso, quando siete felici. Il nuovo è sempre attraente. Quello che non conosciamo ci da la speranza di veder realizzati sogni che teniamo nel cassetto. Di non veder deluse un certo numero di aspettative. Ma anche il nuovo, ad un certo punto, diventa vecchio. E allora non mollate davanti alla prima o decima difficoltà. Chiedetevi sempre non solo cosa l’altro stia facendo per non mandare tutto per aria, ma anche cosa state facendo voi con la stessa finalità. Alle cose belle che vi passano fra e mani fateci caso, perché poi sono quelle per le quali alla fine, potreste decidere di restare nonostante vi siate raccontati per diverso tempo che no, non ne vale più la pena. E badate bene che io sono una di quelle che fa il tifo per andare, quando veramente non c’è possibilità di andare oltre preservando la propria integrità e felicità.

dscf0097Ora… più scrivo e più mi vengono in mente cose. E questo rischierebbe di diventare un libro e non un post. E’ evidente che cose come l’amore, la volontà, il rispetto, la dedizione, il compromesso, la progettualità e tanto altro siano condizioni indispensabili per poter costruire un rapporto solido. A voi ho voluto riportare quegli aspetti all’apparenza un po’ meno scontati ma che, almeno per la mia esperienza, sono quelli che un po’ di differenza l’hanno fatta non costituendo ad oggi nessuna garanzia per il futuro. Nessuna certezza di poter avere altri nove anni insieme. Ma è una base. Un punto di partenza perché come tutti sapete le relazioni sono un viaggio continuo che se vissuto come si deve, può condurre verso qualsiasi meta.

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