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Caro candidato sindaco…. La Città che vorrei

Roma veduta fori

Caro candidato sindaco, lei lo sa che sta chiedendo che le venga messa in mano una delle città più belle del mondo? E che quella poltrona è molto più di un lavoro? Quella poltrona è una promessa ai milioni di persone che Roma la sognano e a quelle che la vivono e la amano. Io sono una di queste. Sono una dei quasi tre milioni di persone che ogni giorno cerca di sopravvivere al caos di Roma minacciando di andare via almeno una volta al giorno e che in coscienza sa che in fondo non vorrebbe vivere da nessun’altra parte perché questa città la amo, fa parte di me, di quello che sono, della mia storia e spero anche del mio futuro.

CupoleOra… si avvicinano le elezioni. Non faccio altro che sentire slogan, promesse altisonanti e a tratti ridicole, vedere una sovraesposizione mediatica, guardare ed ascoltare politici e politicanti che pronunciano discorsi totalmente privi di contenuto. Vi guardo e ho la sensazione che si continui a lavorare fra di voi invece che per noi.

Ma voi lo ricordate che la vittoria di un’elezione non è fine a sé stessa? Che si sta prendendo la responsabilità di fare cose e che le cose che farà o non farà avranno impatto sulla vita quotidiana di tutti i romani e dei turisti che arriveranno?

Caro candidato sindaco non ci servono programmi complessi e inavvicinabili. Ci servetevere semplicità perché le cose semplici si riescono a spiegare e a volte anche a realizzare. E forse quando le cose sono semplici esistono anche meno alibi quando non le si porta a termine. Mi piacerebbe leggere non un programma ma un impegno formale a rendere trasparenti i conti del comune fino quasi al dettaglio. Mi piacerebbe vedere come verranno allocate le risorse e perché. Mi piacerebbe, caro candidato sindaco, sapere come intende risolvere, in modo pragmatico, alcuni problemi che riguardano il decoro e la vivibilità di questa bellissima città.

Vorrei sapere come intende restituire un po’ di credibilità a Roma nell’ottica di riposizionarla come capitale mondiale del turismo e della cultura. Vorrei sapere come intende risolvere i problemi di viabilità e trasporto pubblico oltre che di e parcheggio. Vorrei sentire da lei che non ci saranno scuse per chi infrange le regole e che non importa quanti interessi ci siano dietro l’impossibilità di prendere decisioni coraggiose perché verranno prese e basta. Vorrei sapere, caro candidato sindaco che lei, prima di diventare il Primo Cittadino, sia prima di tutto un cittadino di Roma, un utente dei suoi servizi (o disservizi). Vorrei sentirmi dire che sceglierà per la guida di questa città persone competenti per esperienza e non per forza politica.

lungotevereVorrei essere certa che chi si preoccuperà di strade e viabilità sia una persona che da anni sbatte la testa sull’impossibilità di raggiungere il posto di lavoro in tempi ragionevoli o che ha buttato cerchi di macchina e motorino sulle buche di Roma. E così via per ogni aspetto di gestione di questa città. Da mamma e lavoratrice vorrei che si occupasse di cose semplici come quella di restituire spazi dove giocare e stare insieme, che investisse sul senso civico, sul concetto di bene comune e di appartenenza. Vorrei che mi permettesse di girare senza paura per le strade della mia città, che mi consentisse di parcheggiare la macchina senza essere obbligata a pagare il pizzo agli abusivi, di pagare una multa con facilità o farmi rilasciare un certificato senza dovermi prendere le ferie per poterlo fare. Vorrei poter fare una visita medica in una struttura pubblica senza farmi il segno della croce o sapere che se decido di investire sulla carriera, la mia città mi darà una mano.

Vorrei, caro candidato sindaco, vedere nel suo programma molta meno politica e tanta più sostanza. Meno slogan e più concretezza, meno fango sugli avversari e molta convinzione nei suoi mezzi, nelle sue idee.

Vedo ancora tanta, troppa, politica nei programmi (forse in uno in particolare un po’ meno). Nel tempo si è persa la consapevolezza che chi si siede sulle poltrone delle istituzioni debba essere persona animata da vocazione e spirito di sacrificio. E’ una persona che rappresenta le persone, non si mette al di sopra di loro. La carica pubblica non può essere un privilegio, piuttosto dovrebbe essere una immensa responsabilità. Caro candidato sindaco ci insegni nuovamente a sentirci tutti dei buoni romani, ad avere rispetto della nostra città e ad essere noi per primi i sostenitori di un grande progetto comune. Altrimenti continueremo a vedere tristi scene di mandati terminati prima del dovuto, di scelte di colore e non di sostanza, di cose che vengono fatte e disfatte senza ragione ma solo per principio.

listaLa città di Roma non può avere un colore ma un’aspirazione. Lasci che scegliamo priorità per la nostra città e non il colore di un partito. Non ci chiedete di scegliere l’uomo o la donna ma il progetto che rappresenta. Si metta seduto su quella poltrona e inizi a coinvolgere la città senza nascondersi dietro le difficoltà che il suo lavoro necessariamente comporterà (lei già sa che sarà così). Non chieda il supporto alle forze politiche lo chieda agli uomini e alle donne a cui sta chiedendo fiducia in questi giorni. Si ricordi che la sua carica è priva di contenuto se quella fiducia viene a mancare. Le elezioni non possono essere un gioco di ruolo e di alleanze benché ormai sia diventato questo lo spirito. Inizi a dare un segnale forte proprio lottando contro questo modo di fare.

Niente giochetti, di potere o demagogia. Faccia un passo indietro e proponga pochi punti immediatamente affrontabili, con tempi di intervento chiari e misurabili. Lasci che chi mette i bastoni fra le ruote sia individuabile e che si prenda la responsabilità del suo operato. Dietro una forza politica c’è sempre la mano di una o più persone, lasci che le guardiamo in faccia una per una. Sia un modello da seguire anche nelle piccole cose.

US

Forse sono un’utopista e non ho l’esatta percezione di come stanno le cose o di quello che si dovrebbe fare. Ma quest’anno, per la prima volta, davvero non ho idea della persona alla quale destinare il mio voto. E io voglio votare. Per questo forse come mai prima, ho provato ad andare oltre l’ideologia che ho sempre creduto mi appartenesse e a guardare la proposta di ognuno di voi. Ma ad oggi l’unica soluzione che vedo non è una decisione consapevole ma la scelta del male minore.

In bocca al lupo.

Francesca

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